Aurasoma

Di Roberto Facincani

Aura-Soma è un sistema di Luce e Colore creato su ispirazione di Vicky Wall, in Inghilterra nel 1983. Il termine Aura è una parola latina che significa "vapore brillante" ( meglio conosciuto come "corpo di luce"). Viene utilizzato per indicare il campo di energia elettromagnetico che circonda tutti gli esseri viventi e rappresenta l’organo di scambio tra l’essere umano e l’energia universale. La parola Soma deriva dal greco e significa "corpo" e in sanscrito è l’energia vitale. Questo sistema appare come una Cromoterapia, ma di fatto è molto di più.

cfr:http://www.benesseredalmondo.it/aurasoma.asp

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Bere molta acqua non dà una bella pelle

Bere molta acqua non dà una bella pelle

Bisogna invece mangiare frutta e verdura ed utilizzare creme protettivi

E’ inutile bere molta acqua come mezzo di bellezza per la pelle. Se si vuole migliorare la "buccia", serve un’alimentazione con frutta e verdura e l’utilizzo di creme protettive.

Lo sostiene "Food for skin", ricerca della British Nutrition Foundation, diretta da Heather Yuregir e pubblicata da numerosi media anglosassoni (tra cui il quotidiano "Daily Telegraph").

Yuregir va subito al sodo: "L’acqua in realtà’ non ha nessun effetto nel migliorare l’aspetto della pelle. Si tratta solo di un malinteso comune".

Al contrario, lo studioso spiega come le vitamine A,B,C ed E (contenute in frutta e verdura) siano le fondamenta per la resistenza delle cellule della pelle. Una loro carenza è infatti collegata a problemi come scorbuto, le dermatiti, pelle secca e squamosa. Al contrario, troppo sole ed il vizio del fumo sono le prime cause d’invecchiamento.
Conclude infatti Yuregir: "E’ consigliabile una crema solare per prevenire i segni del tempo perchè la maggior parte dei segni d’
invecchiamento che compaiono sulla pelle sono causate dai danni del sole.

Matteo Clerici

 

cfr: http://www.newsfood.com/q/da2bd7c0/bere-molta-acqua-non-da-una-bella-pelle/

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La corteccia di pino marittimo

 

La corteccia del pino marittimo francese (picgenolo) funziona come medicina per le emorroidi.

E’ l’opinione di una ricerca dell’Universita G. D’Annunzio (Chieti-Pescara), diretta dal prof. Peter Rohdewald dell’Università di Munster (Germania) e pubblicata da "Phytotherapy Research".

Rohdewald e colleghi hanno sperimentato con 84 cavie umane, tutte sofferenti di emorroidi esterne.

I volontari sono stati divisi a caso in tre gruppi: i primi hanno ricevuto una dose giornaliera pari a 300 mg di estratto di corteccia di pino e successivamente una dose giornaliera di 150 mg di estratto per altri tre giorni. I secondi, la stessa somministrazione del gruppo uno, più una pomata contenente lo 0,5% di Pycogenol. Al terzo gruppo, infine solo un placebo.

Al termine del periodo di osservazione (7 giorni), i ricercatori hanno notato come negli appartenenti a primi due gruppi si è osservato un significativo miglioramento del dolore e del sanguinamento delle emorroidi, mentre negli appartenenti al gruppo di controllo è stato osservato un continuo sanguinamento. Inoltre, i pazienti che avevano ricevuto l’estratto di pino hanno beneficato di un miglioramento della qualità della vita, con ad esempio meno assenze dal lavoro, recidive e spese per farmaci tradizionali.

Il professor Rohdewald sottolinea le insidie delle emorroidi.

Molti ne soffrono, ma pochi si rivolgono presto al medico, colpiti da vergogna o sottovalutando il disturbo. Tendono perciò all’attendismo, fino a quando dolore e sanguinamento diventano insopportabili. La terapia comune, sufficiente per la maggior parte dei malati, si basa sul cambio dell’alimentazione e sulla maggiore igiene. Ma, conclude lo studioso, la ricerca dimostra come l’estratto di pino marittimo "E’ un efficace, naturale soluzione nel controllo di questo terreno, disattiva il problema e può contribuire ad alleviare gli attacchi emorroidali e offre sollievo dal dolore".

 

cfr:http://www.newsfood.com/q/d0489543/la-corteccia-di-pino-marittimo-medicina-naturale-contro-le-emorroidi/

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Si può vivere di sola luce? di sole? di prana? I Brethariani

Jasmuheen, al secolo, Hellen Greve, nata nel 1957 in Australia.
Ambasciatrice del M.A.P.S. (Movement of an Awakened Positive Society – Movimento di una società positiva ridestata).
Fonda la SEA – Accademia dell’autopotenziamento.
Nota a livello internazionale per l’adesione ai “Breatharians” (Brethariani)
Autrice di numerosi libri, tiene conferenze e seminari in tutto il mondo.

Jasmuheen, per me, è un rifermento molto forte sul fatto che è possibile vivere anche senza introdurre cibo (es. carne, pasta, pesce, ed altro) nel proprio corpo, ma poter attingere il proprio nutrimento direttamente da quell’energia madre, che crea tutto ciò che ci circonda (compreso il cibo che ci mangiamo). Ognuno di noi è quotidianamente immerso in questa energia. È come un pesce che nuotando nell’acqua si domanda dov’è l’oceano….. c’è immerso dentro! È un po’ quello che facciamo noi, dov’è tutta questa energia? Ci siamo dentro!

C’è una grande differenza tra il digiunare e il nutrirsi di prana. Con il digiuno possiamo far riposare il nostro corpo e disintossicarci, però, con il passare del tempo, questo tende ad intaccare il tessuto muscolare ed i grassi facendoci perdere peso. Con l’alimentazione pranica, invece, si accede ad una fonte di energia che ci permette di mantenere un livello di vitalità molto alto, di dormire molto meno, di trovare il proprio peso forma, e di crescere spiritualmente. Si può raggiungere tutto questo, riprogrammando il proprio corpo, ma soprattutto abbattendo le proprie credenze sul cibo.
Fino ad oggi non ho mai iniziato il programma dei 21 giorni, ci sono sempre andato vicino, però poi non era mai il momento giusto. Ho fatto vari periodi di digiuno per far riposare il mio corpo e poterlo disintossicare, ho fatto varie esperienze di meditazione di altro tipo, stanto anche 3 giorni senza mangiare e bere, mantenendo una elevata energia fisica, con una grande lucidità mentale e garantisco che è un esperienza particolare quanto straordinaria. Pertanto posso solo intuire in minima parte cosa voglia dire farlo per 21 giorni. Comunque non escludo l’idea di mettere in pratica il programma dei 21 giorni nel breve periodo, sono in attesa che ci siano le condizioni fisiche e mentali adatte per poter eseguire al meglio questa affascinante esperienza.

 http://www.empowermentsrl.it/esperienze.php?id=14

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Si può vivere solo di luce, di sole e senza alcun cibo? i Brethariani

    Docenti e Fondatori

  • Jasmuheen, al secolo, Hellen Greve, nata nel 1957 in Australia.
    Ambasciatrice del M.A.P.S. (Movement of an Awakened Positive Society – Movimento di una società positiva ridestata).
    Fonda la SEA – Accademia dell’autopotenziamento.
    Nota a livello internazionale per l’adesione ai “Breatharians” (Brethariani)
    Autrice di numerosi libri, tiene conferenze e seminari in tutto il mondo.

 

Jasmuheen, per me, è un rifermento molto forte sul fatto che è possibile vivere anche senza introdurre cibo (es. carne, pasta, pesce, ed altro) nel proprio corpo, ma poter attingere il proprio nutrimento direttamente da quell’energia madre, che crea tutto ciò che ci circonda (compreso il cibo che ci mangiamo). Ognuno di noi è quotidianamente immerso in questa energia. È come un pesce che nuotando nell’acqua si domanda dov’è l’oceano….. c’è immerso dentro! È un po’ quello che facciamo noi, dov’è tutta questa energia? Ci siamo dentro!

C’è una grande differenza tra il digiunare e il nutrirsi di prana. Con il digiuno possiamo far riposare il nostro corpo e disintossicarci, però, con il passare del tempo, questo tende ad intaccare il tessuto muscolare ed i grassi facendoci perdere peso. Con l’alimentazione pranica, invece, si accede ad una fonte di energia che ci permette di mantenere un livello di vitalità molto alto, di dormire molto meno, di trovare il proprio peso forma, e di crescere spiritualmente. Si può raggiungere tutto questo, riprogrammando il proprio corpo, ma soprattutto abbattendo le proprie credenze sul cibo.
Fino ad oggi non ho mai iniziato il programma dei 21 giorni, ci sono sempre andato vicino, però poi non era mai il momento giusto. Ho fatto vari periodi di digiuno per far riposare il mio corpo e poterlo disintossicare, ho fatto varie esperienze di meditazione di altro tipo, stanto anche 3 giorni senza mangiare e bere, mantenendo una elevata energia fisica, con una grande lucidità mentale e garantisco che è un esperienza particolare quanto straordinaria. Pertanto posso solo intuire in minima parte cosa voglia dire farlo per 21 giorni. Comunque non escludo l’idea di mettere in pratica il programma dei 21 giorni nel breve periodo, sono in attesa che ci siano le condizioni fisiche e mentali adatte per poter eseguire al meglio questa affascinante esperienza.

cfr: http://www.empowermentsrl.it/esperienze.php?id=14

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Abbassare la glicemia con le erbe: la cannella

Abbassare la glicemia con le erbe: la cannella

Aggiungere cannella ai pasti riduce la glicemia postprandiale.

Uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition ha evidenziato che l’utilizzo di cannella durante il pasto può rallentare la velocità di svuotamento gastrico e ridurre l’aumento di glucosio ematico postprandiale.

14 soggetti sani, con livelli di glucosio ematico a digiuno nella norma, sono stati coinvolti in uno studio crossover.

Dopo aver mangiato 300 grammi di budino di riso o 300 grammi di budino di riso + 6 grammi di cannella sono state misurate la velocità di svuotamento gastrico (tramite ultrasonografia), il livello di glucosio ematico postprandiale e il senso di sazietà .

I ricercatori hanno osservato che l’assunzione di cannella abbassa significativamente la velocità di svuotamento gastrico e determina un’importante diminuzione del rialzo glicemico.

cfr:  http://guide.supereva.it/fitoterapia/interventi/2008/03/325824.shtml

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Perilla frutescens, il fitoterapico per infiammazioni e allergie

La perilla o basilico della Cina (Perilla frutescens) è una pianta aromatica appartenente alla famiglia delle Lamiacee (una volta chiamate Labiate), proprio come il “nostro” basilico.

Foglie e semi della perilla sono da sempre impiegati in Oriente a scopo gastronomico, per insaporire le pietanze. Ma dai semi si estrae anche un olio che si è scoperto avere notevole importanza nell’ambito della medicina naturale.

L’olio di Perilla frutescens è infatti ricco di acidi grassi essenziali della serie omega 3 e di flavonoidi, che rendono questo fitoterapico particolarmente utile nei disturbi su base infiammatoria, comprese le allergie ai diversi antigeni (allergie a pollini, acari ecc.) e le intolleranze alimentari. L’olio di perilla ha un contenuto di omega 3 ancora più elevato di quello del ribes nero e in più contiene flavonoidi.

Perilla frutescens ha un’azione di inibizione dei più importanti mediatori chimici dell’infiammazione e delle allergie, quali istamina e leucotrieni, e di abbassamento dei livelli di IgE (gli anticorpi implicati nelle allergie).

La sua capacità di mitigare i disturbi allergici di varia natura – asma, riniti, orticarie, dermatiti ed eczemi ecc. – è stata confermata anche da alcune ricerche scientifiche specifiche.

Perilla frutescens è altresì un prodotto fitoterapico che può fungere da efficace complemento nel trattamento di patologie a componente autoimmune, prima tra tutte la psoriasi, nelle affezioni della pelle in genere e nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.

La perilla non presenta effetti indesiderati, nemmeno quelli tipici dei farmaci antiallergici (sonnolenza, assuefazione ecc.).

Il dosaggio consigliato è in genere di 1-2 perle di olio 2-3 volte al giorno.

cfr: http://guide.supereva.it/fitoterapia/interventi/2010/01/perilla-frutescens-il-fitoterapico-per-infiammazioni-e-allergie

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